4. La vita all’estero.

La prima notte non ho dormito. Mi sono messa nel mio letto nuovo, ero da sola perché il mio fidanzato è arrivato una settimana dopo di me. I letti sono organizzati in maniera diversa qui. Le coperte sono dei sacchi morbidissimi, sottili ma caldi da morire. Bene, sapete qual’è la prima domanda che ci si pone in queste situazioni?  “Cosa farò da domani? Come farò a spiegarmi se ho bisogno di qualcosa?”. Noi siamo stati aiutati tanto nel primo periodo, per fortuna, altrimenti sarebbe stato un disastro. Abbiamo deciso di trasferirci qui per investire in un locale italiano e creare un progetto tutto nostro, autentico. Abbiamo lavorato tanto, per un lungo mese , prima di mettere a posto tutto il necessario. Abbiamo lavorato insieme, credendoci davvero. Ma ci sono momenti nella vita che purtroppo non vanno sempre come vorremmo. Sono passati poco più di due mesi e il progetto che doveva essere terminato ha preso una strada diversa. Ho pianto tanto, ho pianto per noi, per il mio fidanzato, ho pianto per la vita che ho lasciato. La vita che se pur semplice e poco dinamica , amavo da morire. Adesso io sto studiando il fiammingo insieme a mia sorella. I nostri fidanzati lavorano. I miei genitori fanno i guerrieri giorno dopo giorno perché a loro è stato insegnato che nella vita bisogna lottare. Sapete, ho capito tante cose in queste settimane. Non servono progetti, notti insonni , piano A, piano B. La vita è imprevedibile e a volte ingiusta nei confronti di chi è stato disposto a sacrificarsi per un tempo interminabile. Perché lo scrivo? Per voi, per me . Siamo stati costretti a stravolgere le nostre vite, da un giorno all’altro senza preavviso perché ci è stato ostacolato il nostro lavoro, nel nostro paese. Cosa c’è di più brutto che negare ad una famiglia (che ha messo sempre il cuore per far crescere la propria piccola azienda) di lavorare? Viviamo in un mondo pieno di ipocrisia, di egoismo perché chi dovrebbe dirigere il proprio esercito pensa solo a vincere la guerra nella maniera più facile e corrotta.

La verità è chiusa nel mio cuore ma proverò a spiegarvela con qualche semplice parola. Mi manca il mio paesino come manca l’aria a chi sta in apnea. Ho perso tante volte la terra sotto i piedi e ho avuto la sensazione di cadere. Sono caduta ma mi sono aggrappata a qualcosa perché la vita ti nega dei progetti meravigliosi ma ne nasconde tanti altri, bisogna solo avere gli occhi sani per vederli e il cuore sempre aperto per accoglierli. Ho avuto la nausea per un lungo mese e ho tremato difronte all’ignoto pensando di non avere più futuro. Sono qui 🙂 , sono viva e ho la forza di combattere per tornare da vincitrice perché se ho deciso di lasciare tutto ciò che di prezioso avevo , l’ho fatto per qualcosa di più grande.

Vi voglio bene, e partirei adesso per stringervi forte e per ora non posso, ma ci vediamo presto. ❤

cadi pure se vuoimaquando capirai che il tuo sogno se cade non si rompe portalo al confine dove potrà diventare

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